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11 settembre, quindici anni dopo; cos’è cambiato?

11-settembre

Quindici anni dopo l’11 settembre siamo ancora in guerra contro il terrorismo.

Nonostante gli interventi militari, i raid aerei, la devastazione e le migliaia di civili rimasti coinvolti in questa follia di dimensioni globali, la situazione non è migliorata. Tutt’altro.

Quando nell’ottobre del 2001, pochi giorni dopo il terribile attentato al World Trade Center a New York, l’intero Occidente, guidato dagli Stati Uniti, dichiarò guerra all’Afghanistan ed al terrorismo, si pensava che tutto si sarebbe risolto in pochi mesi. Invece, ancora oggi, dopo 15 anni di ostilità, dopo morte, distruzione e violazioni dei diritti umani, la guerra continua senza che se ne riesca ad intravedere la fine.

Inoltre, tutte queste guerre in Medio Oriente (della cui legittimità sarebbe interessante parlare), hanno contribuito a creare un clima di anarchia, paura e soprattutto odio, terreno fertile per la nascita di nuove organizzazioni terroristiche come l’ISIS, nata inizialmente come cellula di Al Quaeda nel 2004 per combattere l’occupazione americana dell’Iraq e il governo iracheno sciita sostenuto dagli Stati Uniti dopo il rovesciamento di Saddam Hussein. Con la guerra civile in Siria, dove si scontrano tutt’ora gli interessi di vari Paesi (Stati Uniti e Russia in primis), l’ISIS ha saputo espandersi, approfittando della rabbia e del desiderio di rivalsa verso l’Occidente “invasore” delle popolazioni locali.

Quindici anni dopo l’11 settembre, il mondo non ha ancora cessato di veder combattere guerra sanguinose in nome di Dio, di un ideale democratico, di interessi economici più o meno malcelati. Le popolazioni del Medio Oriente continuano a vivere ogni giorno nella paura e nel dolore, mentre una pioggia di bombe continua a cadere su di loro senza alcuna pietà, senza fare distinzioni tra uomini, donne e bambini. L’Occidente, invece, paga le scelte scellerate compiute dai propri governanti con sangue di persone che mai hanno voluto la guerra, come è accaduto in Francia, in Belgio e in Germania negli ultimi mesi.

Quindici anni dopo l’11 settembre, il mondo, quello vero, quello fatto di uomini e donne, di bambini e di anziani, quello che ha pianto le stragi di Parigi e di Bruxells, che si è indignato davanti alle scuole e agli ospedali bombardati in Medio Oriente, non vuole la guerra. Vuole la pace.