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La legge di Murphy: il fenomeno della fetta di pane imburrata

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Prendete una fetta di pane e, dopo averla imburrata con cura, mettetela in un piatto e recatevi nel vostro soggiorno per poterla consumare in tranquillità spaparanzati sul divano mentre guardate il vostro programma Tv preferito. Ora, inevitabilmente, per effetto della forza di gravità, dello starnuto di una zanzara in Australia e della vostra immancabile goffaggine, quella fetta di pane scivolerà quasi per magia dal piatto, andando a cadere, con il lato imburrato (è SEMPRE il primo a toccare terra!) esattamente sul tappeto che vostra madre ha comprato la settimana precedente. Risultato: una fetta di pane sprecata, un tappeto nuovo rovinato ed un genitore infuriato.

Questo piccolo esempio di vita quotidiana serve a spiegare in maniera semplice ed accessibile a chiunque quella straordinaria teoria conosciuta come “Legge di Murphy”, un insieme di paradossi pseudo-scientifici riassumibili in un semplice assioma: «Se qualcosa può andar male, andrà male. (o, in altra versione o forse traduzione più letteraria, “se qualcosa può andar male, lo farà”)».

Questo profondo insegnamento è stato trasmesso a tutti noi dall’umorista e scrittore statunitense Arthur Bloch, il quale, nel 1988, presentò questa teoria in un libro intitolato La legge di Murphy. La paternità di tale legge, però, appartiene a Edward Murphy, un ingegnere aeronautico della USAF. Incaricato di verificare la tolleranza del corpo umano all’accelerazione, il suo team aveva il compito di montare 16 particolari accelerometri sul soggetto umano in esame; in particolare, tali accelerometri potevano essere montati in due modi diversi e, sistematicamente, i tecnici incaricati dell’imbragatura, li montavano nella maniera sbagliata. Fu nel corso di tale esperimento che Edward Murphy pronunciò la frase che, diventata ormai storica, fu poi riportata ad una conferenza da John Paul Strapp, medico militare: «se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo.»

Negli ultimi decenni, questa teoria ha saputo evolversi e arricchirsi di numerosi assiomi, uno dei quali è, appunto, il fenomeno della fetta di pane imburrata che ho raccontavo all’inizio. Ma, oltre a questo, ve ne sono molti altri che riporterò qui di seguito, nella speranza di strapparvi una risata e, magari, di aiutarvi a comprendere le leggi che regolano il nostro universo, la nostra vita e, soprattutto, la tanto inspiegabile sfiga che ci perseguita.

  • Non è vero che “non tutto il male viene per nuocere”; non solo, ma anche il bene, qualora si manifestasse, viene per nuocere.

  • Se tutto è andato bene, evidentemente qualcosa non ha funzionato

  • Se qualcosa sembra andar bene, hai detto bene: sembra.

  • Quando si mangia con gusto, ci si morde.

  • Le esperienze fallimentari passate non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati.

  • Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane legata alla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo.

  • Se aspetti l’autobus alla fermata esso non passerà, quando incomincerai a camminare l’autobus passerà quando starai in egual distanza tra la fermata di partenza e la fermata successiva

  • Quando piove, diluvia.

  • Se un cibo è buono, allora fa male alla salute.

  • Se qualcosa sta andando bene, non temere, c’è ancora tutto il tempo perché cominci ad andar male.

  • In coda, la fila accanto scorre sempre più rapidamente della tua. Se cambi fila, quella in cui ti trovavi comincia a scorrere più rapidamente di quella in cui ti sei trasferito.

  • Se sei in automobile e hai fretta, avrai davanti a te un camion che, se non va proprio dove vai tu, girerà perlomeno alla via precedente. Se riesci a superarlo, un secondo dopo lo vedrai girare guardando nello specchietto.

  • La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità