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Charlie Hebdo, Amatrice fa causa per diffamazione

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E’ delle ultime ore la notizia secondo la quale il comune di Amatrice ha sporto querela nei confronti del giornale satirico Charlie Hebdo per diffamazione aggravata; una risposta decisa alle due vignette pubblicate dalla rivista negli ultimi giorni con le quali, in nome del diritto di satira, è stata offesa la memoria di tutte le vittime del terribile terremoto che ha colpito il centro Italia la notte del 24 agosto. L’avvocato che rappresenta il comune di Amatrice ha affermato che “si tratta di un macabro, insensato ed inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale; la critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira’ e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice.”

Charlie Hebdo, da sempre famoso per la sua satira impietosa e spesso eccessiva, aveva raggiunto la notorietà mondiale a seguito dell’attentato subito da parte di un commando affiliato all’ISIS il 7 gennaio 2015; nei giorni successivi al tragico evento, il mondo intero aveva manifestato il suo sostegno e la sua vicinanza alle vittime del settimanale francese.

Il 2 settembre 2016, invece, Charlie Hebdo ha nuovamente fatto parlare di sè con una vignetta nella quale le vittime del sisma del 24 agosto venivano presentate come fossero dei piatti di pasta, sotto il titolo “Seisme à l’italienne”. Tale vignetta ha immediatamente scatenato la reazione di moltissimi italiani sui social network tanto che, sulla pagina Facebook della rivista, la fumettista Coco ha precisato con un’altra vignetta: «Italiani… Non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!»

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A seguito dello sdegno e dell’indignazione del mondo politico italiano, l’ambasciatore francese in Italia è subito intervenuto con una nota per prendere le distanze da quanto apparso sul settimanale satirico: “Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto è un’immensa tragedia. Siamo al fianco dell’Italia in questa prova. La Francia ha espresso il suo sincero cordoglio alle autorità e al popolo italiano e ha offerto il suo aiuto. A tal fine la nostra Ambasciata è a disposizione delle autorità italiane. Per quanto riguarda la satira giornalistica, le opinioni espresse dai giornalisti sono libere. Il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta la posizione della Francia.”

Viene da chiedersi, a seguito di questi eventi, se la redazione di Charlie Hebdo conosca la portata effettiva della libertà di espressione e di satira. Tale libertà non è negata a nessuno, ma chi esercita tale diritto non può e non deve ignorare i limiti della decenza e del buon senso, avendo cura di evitare le offese personali e la calunnia. In caso contrario, bisogna saper accettare le conseguenze; la libertà di critica di chi si sente offeso e, ovviamente, il diritto di querelare per diffamazione chi, decisamente, non sa scherzare.